Fotta

In Zoona

Illustrazioni: Martina "Bretzi" Nicli Pezzin Foto: Martina "Bretzi" Nicli Pezzin, Federico Casella, Pablo Perra Testi: Federico Casella, Martina "Bretzi" Nicli Pezzin, Pablo Perra

illustrazione di Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Chi la dura la vince.
Installate a Landhausplatz a Bolzano all’inizio degli anni ‘90, queste panchine di costosissimo e bellissimo granito rosa hanno fatto la storia dello street skating della città. Appoggiate su un brutto flat di mattonellone, ma realizzate con un materiale così bello da grindare da rendere la questione secondaria, qui in tanti hanno fatto i loro primi trick e alcuni sono stati portati in questura per questo. Qui è comparso il primo e unico cartello di divieto di skate di Bolzano, e qui si è sviluppata una partita di guardie e ladri tra skater e polizia e commercianti durata anni e, in definitiva, persa dai local che hanno finito per etichettare lo spot come inskateabile. Poi, una decina di anni fa, il piazzale è stato rinnovato, e le panchine scomparse.

David Oberhollenzer, Kickflip to Bs Salad, foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Da allora Moritz Brunner, a.k.a. il Mollo, uno degli skater locali, ha guidato la ricerca delle panche storiche, investigando all’interno dell’amministrazione, cercando di capire chi sapesse dove potevano essere e come poterle recuperare. Con la creazione di Sk8project, l’associazione che sta dietro agli eventi del park di Bolzano e che si interfaccia con la città per le questioni di skate, la ricerca è continuata a livello più istituzionale. Così, in un tentativo tra l’assurdo e il ridicolo, i ragazzi hanno scritto una mail formale alla provincia, chiedendo di avere le storiche panchine di Landhausplatz per poterle skateare.

in un tentativo tra l’assurdo e il ridicolo, i ragazzi hanno scritto una mail formale alla provincia, chiedendo di avere le storiche panchine di Landhausplatz per poterle skateare.

Oggi Sk8project fa parte di una cordata di collettivi che ha ottenuto dalla città uno spazio a disposizione per eventi culturali giovanili. Zoona, questo il nome dello spazio, nasce dentro le mura dell’ex fabbrica di masonite della città, trasformando i capannoni abbandonati in un punto di ritrovo culturale e, soprattutto, in uno spot al coperto con il flat di cemento quarzato migliore al mondo.

E poi, come nelle migliori favole, è successo il miracolo. Passati mesi senza ricevere risposta alle richieste formali, i ragazzi hanno alzato il telefono e hanno chiamato gli uffici della città per chiedere notizie riguardo le panchine. Sarà per qualche regola sul tacito assenso, sarà per incompetenza (o competenza, dipende dai punti di vista) di chi ha risposto in quel momento, ma dopo qualche attimo di confusione, hanno ricevuto un indirizzo dove presentarsi in giornata per recuperare le panche. Un paio di giri di furgone dopo, le storiche panchine della stazione erano finalmente di nuovo skateabili, al coperto, con il flat migliore e, soprattutto, senza essere cacciati.

Philipp Klammsteiner, Bs Bluntslide, foto Pablo Perra

Granito Rosa di Predazzo - foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Il Granito Rosa di Predazzo è una roccia di colore roseo con presenza di inclusi centimetrici di forma arrotondata e costituiti da tormalina e quarzo.
Queste formazioni rocciose nascono in camere magmatiche situate all’interno della crosta terrestre, comportando un raffreddamento lento che permette la cristallizzazione completa del magma. E a skatearle vanno da dio.

Hanno collaborato a questo articolo
Federico Casella

Qualcuno l'ha definito l'ultimo intellettuale di sinistra di questo paese e puoi trovare il suo zampino più o meno dietro ogni aspetto di Fotta. Oltre che allo skateboarding si dedica alla musica e al giardinaggio.

Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Bretzi non sta mai ferma. Scrive, disegna, suona, costruisce. E sopratutto da quando ha scoperto che schiantarsi giù dalle cose in skate è più divertente di stare a casa, non si è più fermata.

Pubblicato a pagina 22 di Fotta numero 11 - settembre ottobre 2024

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