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Se fossi nato nel 1500 vorrei essere stato amico di Andrea Palladio

Foto: Ramon Zuliani Testi: Davide Martinazzo

Tempietto Monoptero, Parco Guerini, Vicenza - foto Ramon Zuliani

Se fossi nato nel 1500, avrei voluto essere amico di Andrea Palladio. O magari proprio lui. Vicentino come me, Palladio è riconosciuto come uno dei più grandi architetti di sempre, le ville che portano la sua firma sono sparse in Italia e in Europa, e se ne trovano copie anche in giro per il mondo. Pensate che la Casa Bianca a Washington è ispirata alla Villa Capra, conosciuta come La Rotonda, che si trova a Vicenza. Ovviamente, gli americani hanno fatto tutto in grande, ma l’originale è qui da noi.

Quello che mi ha fatto appassionare a Palladio, però, è un aspetto che ho scoperto col tempo: era un vero genio del marketing. Certo, la parola “marketing” è arrivata solo cinquecento anni dopo, ma lui ebbe un’intuizione prima del tempo.

Iniziò come semplice scalpellino, ma grazie al suo talento nel disegno e nella progettazione, venne promosso ad architetto e da lì decollò come uno dei più influenti del Cinquecento.

Era così in gamba che tutti volevano ingaggiarlo e, avendo molta richiesta, poteva anche permettersi di selezionare i progetti più interessanti. Quando qualche ricco signore voleva una villa come quella del vicino, ma non aveva budget a sufficienza, Palladio sapeva come accontentarlo.

Quello che mi ha fatto appassionare a Palladio, però, è un aspetto che ho scoperto col tempo: era un vero genio del marketing.

Per esempio, per ottenere un effetto “full marmo” senza spendere una fortuna, ideò una soluzione geniale: rivestire le colonne di marmo solo esternamente, mentre all’interno usava mattoni di cotto, molto più economici. Così, con materiali semplici, riusciva a creare ville spettacolari a basso costo.

Diego Nardini, Fs 5050 Grind, foto Ramon Zuliani

Nel Cinquecento, ogni architetto importante aveva un libro con i propri progetti, una specie di catalogo da mostrare ai clienti. Di solito, il ritratto dell’architetto compariva in quarta di copertina. Palladio, però, non potendo permettersi di commissionare un ritratto, andò a Venezia da un famoso pittore e gli propose uno scambio: un ritratto in cambio della firma dell’artista sotto l’immagine.
Praticamente, una collaborazione… Nel 1500! E funzionò.

Will Odiete, Ollie, foto Ramon Zuliani

Con il suo ritratto e il catalogo, Palladio iniziò a lavorare tantissimo. Diversamente dai suoi colleghi, nel catalogo Palladio inserì anche le misure precise dei progetti, permettendo a chiunque di costruirsi una villa simile alla sua. Un primo esempio di “sharing is caring”! Ovviamente, per gli altri architetti sembrava follia, ma lui preferiva così.

Will Odiete, Ollie to Nosebonk Yank Out, foto Ramon Zuliani

Will Odiete, Fakie Ollie to Sw Fs Crooked, foto Ramon Zuliani

Filippo Coin, Bennet Grind, foto Ramon Zuliani

Davanti all’Istituto Fogazzaro c’è un ledge esagonale che è tanto particolare quanto infame. - Filippo Coin, Bs Nosegrind Revert, foto Ramon Zuliani

Portici di Monte Berico. Un percorso per i fedeli che salgono al Santuario della Madonna di Monte Berico. Will Ocean Odiete preferisce utilizzarle in discesa approfittando della colonna portante per questo Wallie Into the Bank. - Will Odiete, Wallie Into the Bank, foto Ramon Zuliani

Vi ho raccontato tutto questo perché conoscendola, negli anni mi sono appassionato alla sua storia talmente tanto da creare un brand di hardware dedicato al suo nome, per ispirarmi a chi la storia l’ha fatta veramente.

Polaroids - foto Ramon Zuliani

Palladio Hardware presents: Vicenza

Sergio Pontillo - foto Ramon Zuliani

Hanno collaborato a questo articolo
Davide Martinazzo

Lo hai già visto. È quello con il microfono che urla sempre ai contest. Quando non è in giro probabilmente sta al monitor a mandare mail strategiche e guardare reel di gattini su Instagram. E' anche team manager da più di vent'anni.

Pubblicato a pagina 14 di Fotta numero 12 - novembre dicembre 2024

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