Fotta

MATTONI

Illustrazioni: Martina "Bretzi" Nicli Pezzin Foto: Federico Casella Testi: Federico Casella

illustrazione di Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

E’ fine luglio del 2023, siamo in cantiere a Saronno (Mordor) con i boyz (Goblins). Fa un caldo infernale e la crew è alle prese con le ultime sbatte prima di gettare un mare di flat, chiudere 1000 mq di skatepark e scappare al mare.
Sullo sfondo di questo scenario (nelle miniere di Moria) giacciono loro, sono lì buttati, ammassati, e la prima cosa che viene da pensare a guardarli è: “Fuck, sono veramente un botto…” Scastrati a mano uno ad uno, one by one, ormai è da ottobre dell’anno prima che stanno lì in disparte, tant’è che ce li eravamo pure dimenticati. I mattoni… Varie tonnellate di mattoni provenienti dalla rimozione della pavimentazione precedente dello skatepark di Saronno, ed era arrivato il momento di portarli via dal cantiere. Che sbatta.

Carmine prepara il vin brulé. - foto Federico Casella

Si da il caso che in quella settimana ero talmente in fotta con il calcestruzzo che qualche giorno prima insieme al buon Fena (Paolo Fenino n.d.r.) ed i kids del mio park locale avevamo impostato e gettato un bankino after-work per istruire i marmocchi all’uso del frattazzo nel piazzale di SOS Fornace, noto spazio sociale occupato della periferia ovest di Milano a cui sono stato introdotto principalmente tramite Silvia (Grande Silvia! She's ma girl!). Tra chi già lo chiamava DIY Park (un bank), chi già parlava di inaugurazione e chi diceva ma che cazzo fai, io ancora non sapevo cosa fosse o come chiamarlo, ma chiesi comunque di portare tutti quei mattoni lì. Dopo il classico “bip bip” della retro, lo “sbadabam” del bestione ribaltabile e il frastuono della valangata che ne venne fuori, ecco l’idea per il nome: “MATTONI DIY!”.

Le parti che vedete ad oggi finite hanno l’anima completamente di macerie e mattoni, ordinatamente disposti e impilati in maniera da seguire i raggi e le inclinazioni delle strutture, rilegata da una rete di rebars e ricoperta di calcestruzzo lisciato a mano con cura. A più di un anno di distanza e numerosi metri cubi di riempimento utilizzati, avanzano ancora un botto di mattoni, il giorno che finiranno piangerò.
Con tutti quei mattoni, un piazzale simile a disposizione (chi ci è stato può capire le dimensioni in questione) e circa due anni passati a imparare a costruire skateparks quotidianamente, ho sentito che era arrivato il momento di riprendermi dello spazio per me stesso e mettere alla prova le skills accumulate per creare qualcosa di diverso da tutto quello a cui avevo partecipato prima, fuori dai fottuti schemi progettuali e circostanziali dei cantieri edili di skateparks pubblici, senza dover più stare a sentire le fisime di noiosi architetti e spocchiosi assessori comunali, traendo ispirazione dalle realtà che ho frequentato per lungo tempo quando vivevo in Spagna (Spotter, la Bobila, Caribù furono i primi posti dove vidi fare del cemento DIY) e a tutti quelli visitati e skateati durante i viaggi.

Icaro Nardi, Bs Tailblock to Fakie, foto Federico Casella

Guglielmo Marin, Bs Wallride Ollie In, foto Federico Casella

A questo punto ho preparato uno starter kit con un centinaio di dime usate da UAO skateparks e provenienti dai vari skatepark che avevamo realizzato, con raggi e forme di ogni tipo, mentre il buon Tommy Cova, dopo aver sentito del progetto nascente, fece il best trick riuscendo a recuperare un tot di quintali di cemento e numerosi metri quadri di reti elettrosaldate che sarebbero andate buttate! Che mossa Tom!
Okay c’era tutto: mattoni e macerie per il filling, reti e centine in quantità, cemento… Era ora di far andar le mani, e le mani andarono. Lasciai il lavoro per dedicarmi completamente a questa cosa iniziando ad accumulare più materiali possibili. Avete presente nella società del consumismo quanta cazzo di roba viene buttata? Legname buono, pannelli, ferro, piastrelle, mattonelle, pittura, cemento, di tutto…

Icaro Nardi, Fs Wallbash, foto Federico Casella

Con i miei amici più stretti (Paolo, Silvia, Nois, Icaro) abbiamo fatto tre getti prima dell’inverno per poter almeno fare due tricks e scaldarci. Dopodiché dedicai tutto l’inverno alla ristrutturazione di uno stabile adiacente al piazzale e dell’annesso giardino che erano stati completamente rimangiati dalla vegetazione e danneggiati dai vandali negli anni di inutilizzo. Fu veramente una sbatta estrema ma in tre mesi lo stabile si è trasformato negli headquarter di Mattoni DIY ed il giardino è stato completamente recuperato. In questo periodo ci fu un importante upgrade grazie alla SSD skateboards crew che ha donato a supporto di Mattoni DIY un generatore per alimentare la betoniera e l’attrezzatura! Thanks boys!

foto Federico Casella

Nel frattempo l’inverno stava finendo e avevamo piantato giù i primi casseri dei quarter pipes più grossi, e come si sa quando la mista è tanta servono tante mani! Le prime voci erano girate quindi con Icaro iniziammo a reclutare gente da ogni dove… Chiamata alle armi: rispondono i Soncontenti, gente della Boheme di Cantù, SSD, i soci da Lecco, gli svizzeri da Mendrisio e Lugano, da Varese, da Torino, i local del circondario tutti insieme a sporcarsi le mani per impastare il concrete. Decine di regaz sono accorsi per passarsela bene in spazio! Che figata!

In vari episodi abbiamo completato i getti della sezione “bowl” con un ricambio di bella gente e di belle esperienze collettive, toccando getti da trenta partecipanti e terminando in estate con il party/getto del bowl corner! Vari elementi di contorno che ho realizzato, come il rainbow rail, i polejam e il box triangolare sono nati tra un getto e l’altro dato che realmente a un certo punto non avevo voglia di fare altro che mettermi a costruire.
A latere di questa figata iniziavo a pensare che la cosa doveva evolversi ancora e altre menti visionarie dovevano fondersi in questo crogiolo… Detto fatto. Era da tempo che con Icaro svarionavamo su come connettere la gobba al quarterino, un giorno mi viene a trovare e sul treno aveva già schizzato una roba matta basata sui nostri svarioni: “Looks good!”.

Dopo un paio di giornate di carpenteria insieme a Jacopo Selvo abbiamo messo su le centine di questa forma di calcestruzzo mai vista prima, è proprio quella che vedete nei 3D e che abbiamo ultimato durante l’ultimo getto.
Continuai con questa modalità di azione: decisi che se qualcuno fosse stato in fissa con una struttura così tanto da voler venire a darmi una mano a metterla su e gettarla e la forma mi gasava, allora avrei fatto il possibile per realizzarla. Così andò con Chiole (Simone Chiolerio n.d.r.) con cui concepimmo lo Slappy Giallo, protagonista della challenge side to side che fece impazzire più di uno skater dal nervoso ahah! Lavorammo sia alla preparazione che alla realizzazione insieme a tutti gli altri homies e in più Chiole mise a disposizione le sue skills da giardiniere per disboscare dai rovi buona parte del giardino dove si trova lo slappy! Yeah man!

Un altro skateboarder ad essere infottato PESO con il DIY ed aver apportato un incredibile flow al progetto è il mitico Tecs (Davide Tessaro n.d.r.), che in una settimana di follia estiva da 42° all’ombra è venuto a farsi una vacanzina da Udine direttamente sull’asfalto di Mattoni a saldare tubi, fumare tubi, convincere calandratori, stalkerizzare tombaroli, montare china bank di sette metri, sgasare con la macchina e smerigliare come un pazzo. Leggenda vivente. Questa modalità di collaborazione mi gasa tantissimo e sono aperto ad ascoltare proposte da ogni skater o builder che ne abbia una valida/fattibile e abbia il tempo da dedicarci per realizzarla insieme a me, anche se poi ovviamente alla costruzione partecipano tutti! I getti domenicali di Mattoni sono aperti a chiunque voglia partecipare, si può aiutare in qualsiasi modo, non solo lavorando alle strutture ma anche prendendosi cura dello spazio e delle altre persone presenti, sono momenti festosi dove la lunghezza delle ore di lavoro viene alleggerita dagli abbracci dei vecchi amici e dai sorrisi e le strette di mano dei nuovi, un momento in cui si apprezza la collettività e la passione per lo skateboarding e la creatività, si mangia, si beve e tutti insieme si impara a stare bene.

Dopo l’estate abbiamo deciso di riaprire la stagione celebrando in grande stile collaborando con tutte le crew locali (SSD, Soncont, Wald, Warriors e Fotta) a un evento chiamato “La casa del DIYavolo”. Ci siamo riuniti il 2 novembre per festeggiare un anno di getti insieme in un mini festival dell’autoproduzione con video premiere, DIY market, workshop, live band e skate contest! La voce ha girato molto velocemente e tantissimi hanno voluto supportare attraverso le donazioni su GoFoundMe per continuare a costruire. Grazie agli aiuti ricevuti abbiamo potuto comprare i materiali necessari per completare la sezione vulcano/gobba e ogni aiuto è stato prezioso!

Ora che andiamo verso la stagione fredda i getti a Mattoni diminuiranno a causa delle basse temperature e dell’altissima umidità che causano problemi strutturali, ma ci concentreremo sul montaggio dei casseri e della carpenteria della sezione bowl per portarla a termine nel 2025. Su Instagram @mattoni.diy potete rimanere sempre aggiornati nel caso voleste partecipare alle prossime sesh di costruzione. Inoltre vorrei lanciare un invito a tutti gli skateboarders e artisti là fuori, per mettersi in contatto nel caso fossero interessati a realizzare dei disegni o delle installazioni, in maniera da confrontarsi, conoscersi e metterci d’accordo per un eventuale collaborazione all’interno dello spazio!

Per chiunque volesse venire a skateare: basta scriverci e mettersi d’accordo per una session; sono spesso disponibile ad aprirvi e darvi il benvenuto ma il DIY non è sempre aperto ed è situato all’interno di uno spazio occupato gestito da SOS Fornace, il collettivo grazie al quale il progetto ha potuto trovare lo spazio e la libertà necessaria per svilupparsi. Non è possibile entrare quando nessuno del collettivo o il sottoscritto non è presente, al fine di preservare questa libertà.

Sono contento perché ogni volta che c’è una situazione al DIY sento un'aria nuova che a Milano non si era mai respirata prima tra gli skateboarders, c’era veramente bisogno di unione e di uno spazio libero dove stare. Ce lo stiamo riprendendo getto dopo getto e nella maniera che più ci pare e piace. Nel processo la gente si appassiona e si mescola in maniera trasversale, si scambiano le conoscenze delle varie culture, dei materiali, dei tricks e delle skills. L’apporto di esperienze tra le più disparate fa in modo che le posizioni si sovvertano, portandoci tutti sullo stesso piano, mettendo da parte l’ego e facendoci sentire uniti oltre che nello skateboarding anche nella costruzione e nel collaborare a un obiettivo comune, i ricordi rimangono più marcati e significativi nelle menti delle persone ed è bello vedere come delle semplici strutture di cemento acquistino un valore simbolico, quasi tribale, di amicizia e fratellanza. Un’altra cosa che ci tengo a raccontare è come la gente abbia lasciato pulito il posto dopo l’ultimo evento avvenuto al DIY. Ho notato come il senso di appartenenza ad uno spazio attraverso la partecipazione proattiva sviluppi negli utenti una speciale attenzione al rispetto dello spazio stesso e di chi se ne prende cura, anche in situazioni di baldoria e party hard.

Volevo ringraziare tutti per questa sensibilità, vuol dire che vi sentite come a casa vostra, questa cosa mi rende molto fiero e grato! Dopodiché immancabile giro di saluti e ringraziamenti, tutta la mia famiglia estesa, di sangue e non. Grazie Carmine e Stefania, grazie Silvia, Paolino, Ica, Tommy, Chiole, Tecs, Milo, Dany, Midjet, Dave, Andrè, Zago, Tecs. Grazie a tutta la crew di Mattoni DIY siete tantissimi ma chi è un mattone sa di esserlo! Grazie per tutto SOS Fornace, Lepo, Kanzi, Gangi, Savi, Hypeman, Tenko, Clara, Gaia, Papof, Fabri, Davidone, Santo, Alicina, Samu e a tutti i compagni e le compagne, i fratelli e le sorelle! Vi voglio bene a tutti! Per Lino e per Clems. Viva Mattoni, viva Fornace! Riprenditi lo spazio e ci vediamo al prossimo getto, stay ready!

Hanno collaborato a questo articolo
Federico Casella

Qualcuno l'ha definito l'ultimo intellettuale di sinistra di questo paese e puoi trovare il suo zampino più o meno dietro ogni aspetto di Fotta. Oltre che allo skateboarding si dedica alla musica e al giardinaggio.

Pubblicato a pagina 46 di Fotta numero 12 - novembre dicembre 2024

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