Fotta

Torrazza DIY

Foto: Alfredo Martorelli Testi: Alberto Della Beffa, Giovanni Tallone

Costruzione - foto Alfredo Martorelli

Poco più di un anno fa un gruppo di ragazzi del Cuneese mi contattò per venire a skateare la Cinghial DIY e la settimana successiva passammo una piacevole giornata a skateare nel bosco. Mi parlarono del loro progetto DIY che stava per nascere e gli diedi tutte le dritte che potevo per chiarire i loro dubbi. Dopo qualche periodico aggiornamento dei lavori tramite WhatsApp, nemmeno sei mesi dopo mi hanno mandato le foto della mezza bowl finita; sono rimasto a bocca aperta: non solo sono riusciti a shapearla piuttosto bene, ma hanno fatto delle finiture incredibili tra piastrelle di pool coping fatte a mano che sembrano comprate ed un balconcino di piastrelle di cotto davvero unico nel suo genere. Abbiamo chiesto loro di raccontarci com’è andata.

foto Alfredo Martorelli

Durante l’estate 2023, Andrei (Vassallo n.d.r) e Juan Pablo (Vassallo n.d.r) portarono me e Giacomo (Garelli n.d.r) a vedere la loro nuova casa. Prima di entrare in cortile, indicarono un vecchio silos abbandonato coperto dai rovi, uno di quelli che i contadini usano per accumulare il mais per il bestiame. “Un giorno lì costruiremo uno skatepark” mi dissero, io li guardai ridendo e risposi “Certo, come no!”. L’estate stessa andammo per la prima volta al Versus DIY a St. Jean de Maurienne e restammo senza parole: non sapevamo nulla della cultura, non avevamo mai visto il calcestruzzo modellato in quel modo e tanto meno sentito il suono di un pool coping che, tra l’altro, ci mandò fuori di testa alla prima grindata. In quell’occasione conoscemmo Jeremy, che ci spiegò moltissime cose sul park: i suoi consigli furono fondamentali per il futuro.

foto Alfredo Martorelli

Quella volta tornammo a casa con la consapevolezza che in qualche modo, prima o poi, un DIY l’avremmo potuto costruire anche noi

Quella volta tornammo a casa con la consapevolezza che in qualche modo, prima o poi, un DIY l’avremmo potuto costruire anche noi, ci mancava solo un po’ di esperienza. Sarà fortuna o destino, ma grazie alle continue richieste di Davide (Cornaglia n.d.r.), il veterano della nostra compagnia, proprio quello stesso autunno il comune ci diede la possibilità di ampliare lo skatepark pubblico, lasciandoci progettare il design e aiutando i ragazzi di Ignoramps a costruire le strutture; loro ci insegnarono moltissimo su come lavorare il calcestruzzo.

foto Alfredo Martorelli

L’ampliamento venne fuori benissimo, lo skateammo tutto l’inverno e la primavera seguente. Nell’estate del 2024 decidemmo di fare il classico skatetour nelle alpi francesi: Chamrousse DIY, The Bridge DIY a Grenoble e ovviamente Versus DIY. Questi luoghi furono una fonte di ispirazione enorme, tanto che, dopo un altro paio di sessioni a St. Jean, a ottobre 2024 iniziammo a costruire il nostro spot, proprio in quel silos abbandonato in mezzo alle campagne di Saluzzo. Le idee per questa prima fase erano chiare: avremmo sfruttato i tre muri già esistenti del silos costruendo una mini rampa con due pocket corner, altezza 1 m, raggio 1.8 m e, ovviamente, pool coping.

Nei due mesi successivi, tutte le sere libere le passammo al freddo a spostare grossi sassi di fiume, quelli che i contadini tolgono dai campi per agevolare l’utilizzo dei mezzi agricoli. Bastarono per buona parte della struttura, ma non per tutta, quindi optammo per farci portare un camion di macerie e nel giro di due mesi il riempimento era completo. Era giunta l’ora di armare. Continuammo a rilento, un po’ a causa della fotta di sciare, un po’ a causa di una spiacevole visita del contadino che affitta il campo vicino al silos. Ci disse che quest’ultimo faceva parte del suo contratto d’affitto; subito ci restammo un po’ male, ma poi arrivammo ad un accordo: ci lasciò tutto il silos in cambio di una striscia di terra, cosicché si potesse costruire una strada per passare con il trattore.

Con l’arrivo della primavera cominciarono le gettate: il primo giorno volevamo provarne una molto piccola, quindi iniziammo con la porzione tra i due corners che era lunga poco più di 1m. Gasati come non mai ci ritrovammo il pomeriggio stesso a gettarne un’altra porzione e, nel giro di qualche settimana, con l’aiuto di un po’ tutti gli skaters locali, completammo tutte le parti diritte. Iniziai poi a pensare alle piastrelle di pool coping: l’idea di comprarle svanì subito quando vidi il prezzo, così cominciai con Juan a gettare dei test con degli stampi fatti con materiale di recupero.

Ci sarebbe voluto un sacco di tempo per gettare tutte le piastrelle che ci servivano, così acquistai uno di quei tool per shapeare il coping sul posto; con il buon Giacomo iniziai a gettare quattro lastre lunghe 2 m per volta, le tagliavamo poi in piastrelle lunghe 40 cm e le mettevamo a indurire in acqua per ventuno giorni. Assieme al tool per il coping, presi anche due frattazzi raggiati così da poter gettare i corners, probabilmente furono le porzioni più divertenti da costruire, seconde solo a due piccole strutture poste negli angoli sopra ai corners che ci vennero in mente così per caso: la prima fu un quarto di vulcano con coping in ferro e mosaico, la seconda un china bank costruito con una vecchia pietra di un balcone incastonata in un telaio prefabbricato di acciaio inossidabile. A questo punto, rimanevano solo più il balconcino e il pool coping, ed è qui che io e Giacomo ci siamo complicati la vita, decidendo di rivestirlo tutto di cotto antico recuperato da Andrei non so come. Pulire, tagliare ed incollare quel cotto è stato un lavoraccio, ma crediamo che sia proprio ciò che rende unico ed affascinante questa prima fase dello spot; applicare il pool coping in confronto è stata una pacchia. La prima sesh tutti assieme è stata il 28 settembre 2025. Indimenticabile. Ci tengo a ringraziare tutti quelli che hanno aiutato, skateato e creduto in questo progetto.

Denis Grosu, Fs Rock, foto Alfredo Martorelli

Giovanni Tallone, Bs Pivot, foto Alfredo Martorelli

Luca Di Dio Martello, Fs Lipslide, foto Alfredo Martorelli

Denis Grosu, Fs Nosegrind, foto Alfredo Martorelli

Tutta la comunità locale è gasatissima per il futuro dello spot, abbiamo ancora 130 m² da costruire per riempire il silos e non vediamo l’ora di farlo. Per ora facciamo una pausa, così da non finire al verde, ma la prossima primavera riprenderemo i lavori.

Support e contatti: Instagram @parkito12037

Hanno collaborato a questo articolo
Alberto Della Beffa Fotta profile avatar SVG illustration of Alberto Della Beffa (Albi). Alberto Della Beffa

Albi da quindici anni cerca di rendersi utile nello skateboarding, occupandosi di filming e costruzione di skatepark. Ogni suo trick chiuso è frutto di una battaglia. Se vi chiede di filmargli un trick su un china bank, scappate.

Pubblicato a pagina 24 di Fotta numero 16 - dicembre febbraio 2026

Salita la fotta ?

Abbonarsi è il miglior modo per rimanere sempre aggiornati sullo skateboarding italiano e per supportare la rivista. Con soli 30,00 € avrai 4 numeri di Fotta consegnati a casa tua, più o meno uno ogni due mesi. Fotta è anche distribuita nei migliori skateshop d’Italia.