Fotta

Urban bridge

Illustrazioni: Martina "Bretzi" Nicli Pezzin Foto: Martina "Bretzi" Nicli Pezzin Testi: Riccardo Larcher

illustrazione di Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Oh ma sto spot?
Non tutti vedono e capiscono la potenzialità di un’umile piazzetta con muretti e panchine anonime. Come spiegarlo ai comuni mortali? Difficile ma noi non ci arrendiamo e abbiamo provato a spiegarlo con un’esibizione artistica. Superata la lunghisssssssima trafila di richieste e permessi con curatori, direttore e allestitori del Museion (Museo di arte moderna e contemporanea Bolzano) siamo riusciti ad infiltrarci nel museo e riempirlo di merda. No, non l’opera di Manzoni! Merda vera, quella che piace a noi.

Riccardo Larcher, Layback Bs Powerslide, foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Alessio “Iolao” Bonazza, Fs Smith Tailgrab, foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Sì ok, è vero! Ci siamo piegati alle istituzioni! Ci hanno fatto il lavaggio del cervello e ora siamo degli sbirri. Detto questo… Torniamo a noi, alle rampe e a tutti quei fantastici oggetti “presi in prestito” dal comune di Bolzano. Non potete immaginare quanta roba hanno nel magazzino stradale comunale, tanta! E noi siamo stati così gentili da alleggerirli da panchine, bidoni, jersey ecc…
Una volta accumulato abbastanza arredo urbano da poter simulare il contesto della nostra amata piazzetta, siamo passati alla cava di Monticolo: 700€ di fottutamente perfido porfido, perfetto per qualche slidez. Il nostro caro amico Mollow (Moritz Brunner n.d.r.) ha ben pensato di creare delle strutture in legno, et voilá!
Hip, bump to bump e ledge erano pronti!
Non contenti, per rendere il tutto “più streetz”, abbiamo chiesto a Murarte e a circa trenta graffittari di incontrarsi per pittare le strutture.
Tags over and over. Crossa qui e crossa lá.
Et voilà, un’altra volta, tutto sporco!
Perfetto per i nostri visitatori affamati di “street art”.

Un gran bel cazzo di casino! Rimbomba tutto, altro che silenzio museale, altro che un metro di distanza dai muri, “Più che un museo sembra una giungla”!

Philipp Rossi, Bs Wallride Nollie Out, foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Ok! Ora lo spazio è allestito, il secondo piano del Museion è acchittato a festa. Qual è il programma di queste ventiquattro ore? A malincuore comunichiamo che non c’è una time-table, ognuno è libero di fare ciò che vuole (semi-buon senso, please).
Un gran bel cazzo di casino! Rimbomba tutto, altro che silenzio museale, altro che un metro di distanza dai muri, “Più che un museo sembra una giungla”!

Giuseppe Cola, 360 Flip, foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Massimo Cristofoletti, Bs Smith Grind, foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Dopo ore e ore di skatesesh, breakdance, freestyle battles, graffiti e litigi per la connessione bluetooth, ci rendiamo conto che si sono mobilitati proprio tutti. Il museo, forse, non era pronto al nostro accampamento notturno, l’arte nemmeno… Ma questa si che è stata una cazzo di PEFFOMANS!

Dei semplici oggetti statici hanno creato un dinamismo sociale oltre le aspettative, dimostrando un’altra volta quanto sia fondamentale la cultura libera e la fruizione delle nostre strade o piazze. Il paesaggio urbano non serve per forza comprenderlo se lo si può interpretare.

La freestyle battle - foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

sirgulliver.art Nostalgic tv workshop, Future x Bridge - foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Graffiti corner, Murarte - foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Hanno collaborato a questo articolo
Riccardo Larcher

Gianni è un membro dei famosissimi Tusabes, creatore di situe ambigue e l’amatissimo presidente di Sk8project. Odia la plastica, scrive testi, fa un uso smisurato di makla ed è un accumulatore seriale.

Pubblicato a pagina 28 di Fotta numero 16 - dicembre febbraio 2026

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