Fotta

Toniii: abbiamo incontrato Marco Iaria per parlare della sua nuova videopart

Foto: Sergio Pontillo, Alberto Della Beffa Testi: Luca Zoccola

Marco Iaria, foto Sergio Pontillo

LZ   Ciao Marco, quindi avete finalmente fatto uscire la videopart!

MI   Eh, dopo metà della mia vita passata a skateare ci sono riuscito ahaha!

Marco Iaria - TONIII

LZ   Quando hai iniziato a lavorare alla part? Raccontaci un po’ del progetto con Sergio.

MI   Sergio ha un’idea precisa di filming e di trick e del rapporto che si deve creare tra filmer e skater. All’inizio non credevo che il mio tipo di skating potesse incastrarsi così bene con la sua direzione. Quando ha finito la part di Ruben (“Ciao Rüben Alles”, su Fotta Numero 2 n.d.r.), il risultato mi ha molto colpito. Nel mentre siamo entrati più in confidenza e abbiamo iniziato a filmare insieme a Torino. Dopo abbiamo iniziato a viaggiare e la maggior parte dei trick fuori città derivano da tour estivi che abbiamo fatto io e lui insieme ad altre persone, principalmente al centro-sud Italia, dalla Banda della Maiala a Frosinone, o a Catania e dintorni ospitati da Efrem e Adro (Sapienza e La Greca, catanesi naturalizzati torinesi n.d.r.).

Marco Iaria, Fs Noseslide Transfer to Bs Nosebluntslide Bs 180 Out, foto Alberto Della Beffa

Marco Iaria, Bs Tailslide, foto Sergio Pontillo

Bisogna trovare un'armonia che vada oltre lo skate, secondo me. Questa cosa ci ha portati a creare un forte legame di amicizia anche al di là del progetto.

LZ   Com’è portare avanti un progetto del genere avendo anche due lavori e dovendo incrociarsi con il filmer?

MI   Il rapporto con il filmer è importante, è un lavoro che va fatto insieme. Entrambi devono essere gasati e presi bene, altrimenti il risultato che esce non può essere ottimale. Bisogna trovare un'armonia che vada oltre lo skate, secondo me. Questa cosa ci ha portati a creare un forte legame di amicizia anche al di là del progetto. Sono molto contento di aver filmato con Sergio, il risultato è proprio quello che volevo: il video è abbastanza tecnico ma non è una roba alla Nyjah, volevo che facesse venire fuori il mio stile ma che potesse essere anche un po’ poetico e non noioso.

Marco Iaria, Bs Nosebluntslide, foto Sergio Pontillo

LZ   Sei una delle poche persone che conosco che si è ripresa completamente (o quasi?) dopo una serie di infortuni non da poco. Ci racconti come hai lavorato sulla tua riabilitazione e come hai gestito la lunga attesa? È cambiato il tuo modo di skateare? Meglio i muretti dei rail alla fine?

MI   Meglio no, almeno non dal punto di vista dell'adrenalina. Ma pensando al fisico mi sono un po’ costretto a skateare in modo diverso, anche se poi questo tipo di skate un po’ più tecnico non mi dispiace troppo.
Secondo me con i muretti si riesce a skateare per molti più anni, ti permettono di andare avanti più a lungo con meno rischi e, per come è andata per me, anche di produrre più footy. Anche perché mi sono accorto che, con tanti infortuni alle spalle, spingendo al massimo ero arrivato al punto in cui il mio skating non era tanto sostenibile e ho capito che per continuare a skateare e divertirmi dovevo per forza accettare un po’ di compromessi. E mi sono trovato più che bene a switchare sui muretti o sulle robe più low impact.

LZ   E gli infortuni invece? Ricordo lunghi periodi di stop, come hai fatto a riprenderti dopo infortuni simili?

MI   Non è stato facile, c’è stato un lungo periodo di transizione da quando ho ricominciato a skateare dopo la quarta operazione al ginocchio, che ha sancito un po’ la guarigione. Dopo le prime continuavo ad avere problemi al menisco, che mi si bloccava abbastanza facilmente.
Mi ha aiutato molto continuare a pensare positivo e concentrarmi su altri interessi, visto che non potevo skateare, lavorando su me stesso e su altri campi o passioni. Per me la falegnameria e la produzione delle lampade hanno un po’ compensato la vena creativa che esprimevo skateando. Penso che le stesse cose dello skate si possano trasporre anche in altri ambiti, chi skatea ha una mentalità particolare come indole, fatta di numerosi tentativi prima di riuscire a chiudere un trick, la maggior parte delle persone si arrende prima. Nel momento in cui riesci a incanalare quella fotta anche in altri settori della vita riesci a fare tante cose secondo me.

LZ   Nel tempo libero ti destreggi, da sempre, con la lavorazione del legno, il tuo lavoro a tempo pieno però resta quello in tipografia. Preferisci tenere la passione della falegnameria come attività secondaria o sogni di farla full-time ad un certo punto?

MI   Temo un po’ la parte burocratica del farlo diventare un lavoro a tempo pieno (la falegnameria), attualmente mi piacerebbe tenere entrambi, anche perché il lavoro da dipendente mi permette di avere un fisso mensile per pagare le spese e avere però anche il tempo libero di fare i miei progetti. Facendolo diventare un lavoro, poi, ho paura venga meno la passione.

LZ   Sei tu che metti in giro gadget e bootleg di Fotta?
MI   Eh si mi avete beccato ahaha! Spesso mi vengono in mente idee o piccole cose che vorrei realizzare pensando anche ai miei amici che si sbattono per la rivista. Ogni tanto tiro fuori qualche gadget Fotta da regalare, anche perché mi piace l’idea di collaborare insieme. Fare cose che piacciono anche a livello personale aiuta a spezzare la routine del lavoro, ed è una cosa che mi mantiene viva la passione per quello che faccio, applicandola a cose che mi interessano.

LZ   Qual è il trucco per fare i k-grind più lunghi di venti metri?

MI   Dovresti chiedere a Torey Pudwill ahaha!

LZ   No, davvero, qual è il trucco?

MI   Eh, diciamo che farne 300 al giorno aiuta… Ahaha

LZ   “La Coop” è uno degli spot più belli di Torino, è piuttosto raro trovare uno spot con flat e muretti perfetti in città. La tua part inizia lì, ti va di parlarci un po’ della plaza?

MI   La Coop è uno degli spot più frequentati tra quelli usciti a Torino negli ultimi dieci anni. Una plaza liscia con muretti perfetti, molto simile alla classica plaza europea, ma che noi non avevamo mai avuto in città. C’è Piazza Castello, ma è sempre piena di gente e a confronto offre meno possibilità. Le combinazioni che ci sono alla Coop, dove si possono spostare le panchine per creare o aggiungere nuovi spot, sono potenzialmente infinite e con il tempo ci siamo ingegnati in vari modi per cercare di modificare la geometria della piazza e creare nuovi spot.

La chiave inglese per girare i ledge, Torino - foto Sergio Pontillo

LZ   Come la chiave inglese gigante che hai costruito?

MI Ahaha, un giorno ho visto su un reel di Instagram un falegname che per girare un grosso tronco usava una chiave inglese gigante. In quel momento mi è venuta l’illuminazione, ho pensato fosse perfetta per girare i muretti alla Coop e spostarli.
Sono andato al Brico lo stesso giorno per comprare i materiali e ho costruito la chiave.
Al pomeriggio siamo riusciti a spostare i muretti come prima non riuscivamo a fare e abbiamo arricchito ancora di più lo spot.

Marco Iaria, Bs Tailslide to Backward Nosegrind, foto Alberto Della Beffa

Marco Iaria, Bs Crooked to Fs Crooked, foto Alberto Della Beffa

LZ   È lo spot migliore di Torino?

MI   Probabilmente sì… È comunque uno spot dove ci ritroviamo spesso durante il weekend e che si presta bene per determinati trick o line lunghe. Ci ho filmato tanto footy.

LZ   Prossimi progetti con lo skate?

MI   Ora vorrei un breve periodo di pausa per prendere in mano la mia vita anche dal punto di vista lavorativo. Ma ho già pronto del footy filmato in città che spero esca presto.

LZ   È vero che stai per svoltare su E-Toro (piattaforma di trading online n.d.r.)?

MI   Ahaha! Beh, diciamo che dopo le elezioni di Trump le cose sono migliorate parecchio, anche se sono totalmente contrario a lui in generale. Comunque per spaccare ci vorrà ancora un po’...

LZ   Cos’è il vertical gardening?

MI   È un esperimento che ho fatto quest’anno in giardino per sfruttare meglio il cortile di casa. Si usano dei tubi di pvc riempiti di terra e servono a massimizzare lo spazio di coltura per la verdura o comunque altre piante. Puoi fare delle “torri” in cui metti varie piante e al posto di sfruttare il terreno calpestabile si coltiva “in altezza” risparmiando spazio. L’ho fatto anche per curiosità e perché mi piaceva l’oggetto in sé.

LZ   Fai un sacco di cose diverse, hai studiato qualcosa per questo?

MI   No, io ho fatto un istituto tecnico di elettronica, quindi tutt’altro. Però sono sempre stato curioso e appassionato di fai da te e manualità in generale, quindi ho sempre sperimentato.

LZ   Colazione dolce o salata?

MI   Dolce tutta la vita. Anzi, dolce ma accetto eccezioni.

Hanno collaborato a questo articolo
Luca Zoccola

Pignolo e preciso, Luca Zoccola cura la veste grafica di Fotta. Gli piace lasciare bianco quando serve e colleziona immagini di Snoopy.

Pubblicato a pagina 56 di Fotta numero 12 - novembre dicembre 2024

Salita la fotta ?

Abbonarsi è il miglior modo per rimanere sempre aggiornati sullo skateboarding italiano e per supportare la rivista. Con soli 30,00 € avrai 4 numeri di Fotta consegnati a casa tua, più o meno uno ogni due mesi. Fotta è anche distribuita nei migliori skateshop d’Italia.