SAFARIII
Foto: Federico Casella Testi: Giovanni GrazzaniFC La crew Samurai torna con il terzo capitolo del progetto Safari, in cui team riders e amici esplorano lo stivale mettendo alla prova i pin dell'ormai celeberrima mappa di Jacopo Carozzi. Giovanni Grazzani è il gran sultano del mondo Samurai, che alterna cantieri di skatepark a lavori per la distribuzione a tour zingari. Ha trovato un attimo per scrivere una lettera ai suoi compagni di viaggio che ci spiega anche, alla sua maniera, perché nel suo furgone ci siano dieci tende, una saldatrice, una cassa di frattoni, due chitarre e, ovviamente, scatoloni di tavole.
Una parte dei ricavati provenienti dalla costruzione degli skatepark finanzia i Safari.
Le amministrazioni ci pagano per rinchiudere lo skateboarding in aree ben attrezzate e noi usiamo i loro soldi per esplodere nelle piazze, nelle spiagge, negli spot di città casuali del sud Italia. Tante ore di furgone, tante volte di sera, senza parlare con nessuno perché a fine giornata si è tutti stanchi e l'abbiocco è tiranno. Anche Tito (Colica n.d.r) il copilota riesce a dire solo tutto a posto Gio?
Ad intermittenza con un occhio chiuso: "Tutto a posto Gio?"
A posto Tito, non manca molto. Io guido tenendo a freno i pensieri. Una volta in spiaggia ci vuole poco per buttare le tende, forse fare il fuoco, forse suonare o forse no. Forse si dorme in fretta perché è stata una brutta giornata e i ragazzi hanno solo bisogno di non parlarsi per un pò. Ognuno si porta in Safari i propri demoni, i propri pruriti, i propri rancori o che ne so io.
So che quando è il momento di skateare e si arriva allo spot dai furgoni scende un esercito che sa bene cosa fare e se la battaglia va bene allora sarà una bella giornata.
Quanto mi piace stare per strada, sto bene anche in cantiere, mi pare di non stare da altre parti, sono anni un pò confusi, senza casa, senza sosta, con una sola direzione. I ragazzi lo sanno e io mi sento fortunato ad essere rispettato dalle persone che rispetto. Cerco di rendere le cose facili in tour.
Il denaro spesso è importante per fare le cose che abbiamo sempre fatto più facilmente, ma poi mi pianto col furgone a noleggio a Napoli contro un palo ed è di nuovo caos. La Sicilia non è così lontana e il motore non è compromesso. Possiamo farcela a 80 Km/h velocità di punta. Sono fiducioso. Ai ragazzi torna il sorriso: "Che cazzo di mission Gio sei sicuro?" Let's go boys, fanculo, non c'è altro fare.
D'altronde è comodo pensare così: non puoi sbagliare se non hai scelta e per me lo skateboarding non è una scelta, nemmeno ‘sta famiglia mi sono scelto. Scianni (Lorenzo Sciannimanica n.d.r.) ha scelto il cetriolo come suo unico sostentamento, Jacopo (Carozzi n.d.r.) sceglie gli spot, Tito sceglie la musica ma non sa usare il bluetooth, le decisioni importanti le prende Simo (Verona n.d.r.). Mattia (Turco n.d.r.) ha scelto di stare bene e quanta forza ci mette lo sa solo lui, Icaro (Nardi n.d.r.) forse è il più forte di tutti, non mi perde d'occhio da mesi.
L'adriatico a maggio era davvero solo nostro. Skateboarding incredibile di giorno e spiagge meravigliose di sera che vedi solo la mattina: apri la tenda e sei al mare in una spiaggia nuova… Abbiamo già vinto tutto boys.
Giò è fondatore di Dumb Skateboards e Samurai Suicide distribution, skater e costruttore di skatepark, si destreggia tra il lavoro alla distribuzione e i cantieri e in mezzo va in tour nei luoghi meno esplorati d’Italia con la crew Samurai.