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Skateboarding associativo: Bolzano è continuità

Illustrazioni: Martina "Bretzi" Nicli Pezzin Foto: Martina "Bretzi" Nicli Pezzin Testi: Federico Casella

Skateshop dell'associazione - illustrazione di Martina

La nostra battuta in redazione è che a Bolzano devono avere qualcosa di strano nell’acqua, perché non si capisce come mai la città abbia prodotto e continui a produrre skater di livello altissimo. In realtà i motivi sono molto più normali e molto meno magici di quanto si pensi. Se le cose stanno così è infatti grazie anche allo sforzo della comunità che per più di venticinque anni ha coltivato la scena locale. Abbiamo intervistato Riccardo Larcher, segretario dell’associazione Skateboard Project Bz (oggi rinominata Bridge), insieme a Davide Holzknecht, per farci raccontare cosa fanno per mantenere viva la fiamma nelle varie generazioni di skater alto atesini.

Un gruppo di skater senza riconoscimento giuridico non vale un cazzo agli occhi del comune, ma lo stesso gruppo una volta riconosciuto come associazione come per magia viene considerato e trattato in maniera completamente differente.

FC   Cos’è e quando nasce Skateboard Project Bz?

BRIDGE   L’associazione Sk8project viene fondata da un gruppo di local skater bolzanini (Pippo Klammsteiner, i fratelli Seebacher & co) nel 1999 a seguito del crescente interesse per lo skateboarding e delle varie necessità della scena street in Alto Adige.
Un gruppo di skater senza riconoscimento giuridico non vale un cazzo agli occhi del comune, ma lo stesso gruppo una volta riconosciuto come associazione come per magia viene considerato e trattato in maniera completamente differente.
La possibilità di riconoscimento come ASD, ovvero associazione sportiva dilettantistica, ha aperto nuove prospettive e concesso finalmente la possibilità legale di collaborazione con gli enti locali.
Questo ha portato non solo alla costruzione di molti skatepark nella provincia di Bolzano ma anche ad una concessione di contributi e finanziamenti volti alla promozione della cultura dello skateboarding.
Da lì sk8project non si è più fermato ed ha sempre cercato di stimolare, tutelare e gasare i propri membri e non solo. Dentro e fuori dagli uffici comunali, provinciali e regionali. Non si sta elemosinando, si sta cercando di cambiare delle dinamiche sociali e politiche. A volte ci vuole davvero poco per cambiare le cose: quattro amici, uno statuto e la voglia di svegliarsi alle 8 per parlare con l’assessore o chi di turno.

A volte ci vuole davvero poco per cambiare le cose: quattro amici, uno statuto e la voglia di svegliarsi alle 8 per parlare con l’assessore o chi di turno.

FC   Zoona (di cui abbiamo parlato nel Numero 11) è il vostro nuovo spot, dato in gestione dal comune. Che tipo di rapporto avete con la città e come avete fatto a costruire questo rapporto?

BRIDGE   Sembra tutto molto semplice ma non lo è. Il comune ci ha sempre aiutati e dobbiamo molto all’amministrazione: sia dal punto di vista culturale che economico hanno sempre supportato i nostri progetti e continuano tutt’oggi a farlo.
Zoona però, nasce da una ricerca e proposta di progetto alla Provincia, durata più di quattro anni e terminatasi con un contratto di affitto temporaneo (ancora tre anni).
L’esistenza di Zoona la dobbiamo ai nostri sforzi e alla grandissima e proficua collaborazione con Forum Prevention, una fondazione locale impegnata nel sociale e nella prevenzione in generale. Grazie a Forum si è riusciti ad ottenere più credibilità a livello politico e anche ad avere un supporto strutturale gestito da professionisti. Le collaborazioni con gli enti locali riconosciuti, trasformano dei mitici skater cazzoni in dei collaboratori a cui si può dare fiducia. Senza di loro saremmo ancora additati come teppisti in un garage o in qualche umida cantina :). Sembrerebbe tutto rose e fiori ma invece… L’area industriale abbandonata appartiene ad una società di privati, con piani di sviluppo immobiliare giganteschi (maledetta gentrification!!!). Per questo il contratto di locazione è temporaneo e la paura di essere cacciati non è poca, ma ci daremo da fare.
Ah, quasi dimenticavo... Passate a vedere le nuove strutture di Wald che spaccano! Grazie Fulvio e Perry (Fulvio Vignolo e Angel Perez n.d.r.) <3.

Giuseppe Cola, Bs Smith Grind, foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

FC   A questo proposito state organizzando un evento al Museion, il museo di arte contemporanea e moderna della città, in cui portate la cultura di strada all’interno di spazi istituzionali e soprattutto frequentati da un pubblico molto più variopinto. Ci racconti come è nata l’idea e come siete riusciti a metterla in pratica?

BRIDGE   L’idea nasce da un sogno che potremmo chiamare museale o più semplicemente voglia di considerazione. Dopo svariati eventi e mostre artistiche, il nostro obiettivo restava sempre quello di includere e coinvolgere più persone, per mostrare quanto sia facile a volte divertirsi e stare bene con poco.
Sappiamo tutti quanto sia presente l’arte e la creatività nel mondo skate, troppo spesso però pensiamo che non gli venga dato il giusto riconoscimento. \ E quindi perché non portare la cultura di strada in un museo di arte contemporanea? Dalla teoria alla pratica però ci sono voluti circa due anni di trattative, riunioni, ricerche e proposte. Fino ad ottenere un fatidico VIA LIBERA dal direttore del museo. Grazie Bart e Leonie!

Una delle nuove strutture realizzate da Wald - illustrazione di Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

Ovviamente mi sono dovuto adeguare sia nei modi che nel linguaggio, ora vi beccate la descrizione istituzionale e pallosa tiè:

Nato dalla collaborazione tra Art Club, Sk8project e Murarte, URBAN BRIDGE ridefinisce il rapporto tra spazio urbano ed espressione culturale.
L'evento trasforma il secondo piano del museo in un paesaggio urbano interattivo per 24 ore, mettendo in risalto la spontaneità, la creatività e l'impegno collettivo. La decontestualizzazione di strutture skateabili e graffitabili, cambia la percezione, consentendo ai visitatori di vedere la città come la vede uno skater, dove ogni spigolo, scala o superficie racchiude un potenziale creativo. Questo tipo di approccio aumenta la propria consapevolezza spaziale, apprezzando un nuovo modo di vivere gli ambienti urbani.
Tutti invitati il 13 settembre al Museion di Bolzano per fare ciò che si vuole! 24 ore significa solo una cosa... Pigiama party!!

FC   FC Negli ultimi anni avete spinto molto la scena bolzanina, costruendo una community oltre che strutture da skateare. Qual è il vostro approccio all’associazionismo?

BRIDGE   Beh innanzitutto bisogna dire che chi ci ha preceduto si è sbattuto di brutto, riuscendo a farci crescere in una community già molto solida e con skater strapesi. Da circa quattro anni il direttivo ha subito un cambio generazionale e si è allargato, integrando molto di più la cultura e la musica, senza concentrarsi solamente sullo skateboarding. Il fatto di dare la possibilità a tutti (ma proprio tutti) di proporre, organizzare e svarionare, ha reso l’associazione una grande open crew dove come al solito c’è chi si sbatte e chi meno (“ma chi cazzo mo fa fà”). Questo ci ha consentito di conoscere sempre più persone e di creare molti momenti di condivisione e apprendimento, cose che sono imprescindibili per la vita associativa.
Grazie a queste preziose interazioni, ogni individuo è libero di poter esaltare le proprie abilità e fantasie, che lo portano a ricoprire un importante ruolo all’interno della comunità. Il contributo di ogni persona permette infatti di creare una realtà sociale nella quale non vi sono differenze, discriminazioni e pregiudizi di alcun tipo. Ma questo già lo sapevate, che attività del cazzo lo skateboarding, tutti amici... Una palla assoluta.
È importante aggiungere che, dopo 26 anni e svariate assemblee generali; abbiamo deciso (quasi all’unanimità) di cambiare nome all’associazione. Sk8 non ci piace, nè a noi nè a chi pensa che si tratti solo di skate, quindi: Sk8project diventa BRIDGE. Non serve che ve lo ricordiate subito, lo vedrete spesso in giro.

Philipp Rossi, Fs Ollie, foto Martina "Bretzi" Nicli Pezzin

FC   Anche se dappertutto gli skateshop sono in crisi, in Zoona c’è un piccolo ma ben fornito skateshop dedicato agli associati. Come funziona e perché secondo te è la giusta maniera di andare avanti?

BRIDGE   Gli skateshop sono in crisi, ed è davvero triste vedere una città come Bolzano che prima ne aveva quattro non averne più nemmeno uno vero, facendo saltare i punti di incontro come quelli nei quali siamo cresciuti.
L’idea è quella di riuscire a creare una nuova idea di skateshop, che necessiti di meno investimenti economici e soprattutto che sia sostenibile socialmente, senza dover cadere nella commercialità per poter sopravvivere. Il rifornimento di articoli sportivi per le ASD viene tassato a percentuali quasi inesistenti (0,7%), permettendoci di abbassare il ricarico e rivendere la merce a prezzi inferiori. Bridge Supply è nato dalla voglia di mettere a disposizione materiale skate e un po’ di roba stilosa a Bolzano. Il nostro ambiente ha fatto sì che ora stia confluendo tutto insieme a Sk8project. È ancora troppo presto per definire Bridge. “Sarà la conseguenza di ciò che conseguirà”. Ma per ora, mi sembra il nostro mezzo di crescita collettiva! cit. Douda

Il ringraziamento più grande va alle distribution con cui collaboriamo che ci hanno supportato e hanno reso possibile tutto questo. La filosofia rimane sempre la stessa:
“Se lo trovi a di meno online... Vai a comprarlo online e veloce, brutto ingrato”.
Non lo si fa di certo per guadagnare, ci facciamo un gran culo solo per il gusto di farlo e vedere i boci gasati. Ogni euro incassato viene reinvestito o in merce o in eventi.
Non chiedetevi chi ve lo fa fare, non lamentatevi delle situazioni sgramme, degli eventi poser, del nome “associazione”, smettetela di criticare chi non sa usare una tavola con quattro ruote. O lo chiudi o lo cadi, e se tu vuoi tu puoi!

Hanno collaborato a questo articolo
Federico Casella

Qualcuno l'ha definito l'ultimo intellettuale di sinistra di questo paese e puoi trovare il suo zampino più o meno dietro ogni aspetto di Fotta. Oltre che allo skateboarding si dedica alla musica e al giardinaggio.

Pubblicato a pagina 24 di Fotta numero 15 - settembre novembre 2025

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